SE IL LUPO SI VESTE DA AGNELLO

lupo-agnelloQuesto testo è stato distribuito agli studenti dell’Istituto Industriale “Leonardo da Vinci” di Trapani.

SE IL LUPO SI VESTE DA AGNELLO

Nei giorni scorsi il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, ha voluto incontrare gli studenti per raccontargli tutte le cose buone che le istituzioni farebbero per aiutare gli immigrati: «Se in Europa ci fosse la cultura dell’accoglienza che c’è in Sicilia – ha detto il Prefetto – non ci sarebbero problemi di integrazione».
Bugie!
Se davvero volete sapere quale sia la “cultura dell’accoglienza” che c’è nella nostra città, provate ad andare al Centro Identificazione Espulsione di contrada Milo, vicino alla Motorizzazione Civile.
Si tratta di un’enorme galera per immigrati, dove le persone vengono rinchiuse perché non possono avere i documenti in regola.
Perché non possono? Perché le leggi dello Stato (le stesse leggi che il Prefetto Falco fa applicare) impediscono agli immigrati di entrare o restare regolarmente in Italia; perché sono leggi razziste e impossibili da rispettare; perché sono leggi che impediscono di vivere e lavorare alla luce del sole.
Da giorni gli immigrati rinchiusi a Milo protestano per le pessime condizioni di vita, e negli ultimi due anni sono state tantissime le rivolte e le fughe disperate.
Altro che “cultura dell’accoglienza”!
Quando il Potere vi racconta la sua versione dei fatti, state attenti: è il lupo che si veste da agnello.

Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani

29/03/2014

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QUANDO CHIUDE UN LAGER

milo3Questo documento parla di centri di internamento, di discriminazioni, di razzismo, di scenari di guerra. Lo si può considerare, nel Giorno della Memoria, un contributo affinché tale ricorrenza venga onorata nella sua tragica attualità.

Per la prima volta, dopo molti anni, a Trapani non sarà più attivo alcun Centro di Identificazione ed Espulsione per immigrati.
Il recente annuncio con il quale la prefettura ha comunicato la prossima chiusura del campo di internamento di contrada Milo, rappresenta – di per sé – una buona notizia.
Purtroppo, però, non è possibile rallegrarsi più di tanto. Il CIE resterà chiuso per lavori di adeguamento orientati a un ulteriore accanimento repressivo: saranno impiegati più di 660.000 euro di soldi pubblici per innalzare i muri di cinta e blindare ancora di più una struttura che, in soli tre anni di esistenza, è stata letteralmente devastata dalle persone che vi sono state rinchiuse. Solo nell’anno appena trascorso, per stessa ammissione del prefetto, sono stati più di seicento i tentativi di fuga, con il drammatico corollario di proteste, rivolte, scontri, violenza poliziesca.
Tra chiusure più o meno forzate, il numero dei CIE attivi in tutta Italia si è praticamente dimezzato. Si tratta di strutture gravemente danneggiate dalle rivolte, ingestibili, criticate da più parti, meno appetibili persino per le stesse associazioni che lucrano sulla detenzione camuffata da accoglienza.

In questo quadro, suonano quanto meno patetiche le dichiarazioni di quei politici che, com’è accaduto a Trapani, si prendono il merito di aver fatto chiudere i CIE. Se mai la politica sull’immigrazione in Italia dovesse modificarsi in una direzione meno brutale, il merito sarà da ascriversi solo ed esclusivamente agli immigrati che in questi anni si sono battuti coraggiosamente contro tutto questo, organizzando proteste, documentando gli abusi, rischiando in prima persona.
Nelle scorse settimane, abbiamo visto la parte migliore di Trapani scendere in piazza per i propri diritti e per il rispetto della dignità: dai blocchi stradali di Bonagia alla protesta del “Serraino Vulpitta”, i richiedenti asilo sono usciti dall’anonimato denunciando i ritardi della burocrazia che gli impedisce di vivere.

Da qualche tempo, alcuni esponenti del governo dichiarano di voler ripensare in senso meno restrittivo le leggi sull’immigrazione. La recente abrogazione al Senato del reato di clandestinità (solo per chi entra per la prima volta in Italia) sembrerebbe andare in questa direzione, ma quello che i politicanti non dicono è che restano ancora in piedi tutte le altre fattispecie di reato penale legate a condotte che vìolano provvedimenti amministrativi. Le altre dichiarazioni d’intenti (riduzione dei tempi di permanenza, umanizzazione delle strutture, ecc.) restano tutte da verificare.

Quello che non si dice è che, assai probabilmente, si vuole spostare sempre più a Sud la frontiera di questa Europa-Fortezza, fermando gli immigrati ancor prima della loro partenza, magari nei lager libici, o intercettandoli in acque internazionali attraverso i mezzi impiegati nell’operazione “Mare Nostrum”.
La volontà di militarizzare il Mediterraneo anche per fare la guerra agli immigrati (recuperando la vecchia scusa del contrasto al terrorismo internazionale) è confermata dal recente incontro del ministro Mauro con il segretario della difesa Usa Hagel, nonché dalla brusca accelerazione nel completamento del radar MUOS di Niscemi.
Uno scenario agghiacciante con una posta in gioco davvero alta: la libertà e la pace tenute in ostaggio dalle politiche di dominio degli stati.

Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani

27 gennaio 2014

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Trapani, 28/12/2013 – Foto dal presidio antirazzista

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28 DICEMBRE 1999 – 28 DICEMBRE 2013

Nel quattordicesimo anniversario della strage di immigrati dell’allora CPT “Serraino Vulpitta” di Trapani, il Coordinamento per la Pace e il Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” promuovono un presidio antirazzista in centro storico, sabato 28 dicembre a partire dalle ore 17, davanti a Palazzo Cavarretta.

Leggi il documento politico dell’iniziativa.

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LE VITTIME DELLA LEGALITÀ

ecatombe-a-largo-di-Lampedusa_L’ultima strage di immigrati a Lampedusa non è passata inosservata a causa delle sue tragiche proporzioni. Eppure, lo stillicidio di morti annegati nel Mediterraneo, nel tentativo di attraversarlo, va avanti da moltissimi anni, spesso nell’indifferenza generale.
Questa volta, i vari esponenti politici non hanno fatto mancare le loro dichiarazioni ipocrite: nel tempo delle larghe intese, tutti si affrettano a negare le proprie responsabilità morali e politiche.
Il Centrosinistra condanna la Bossi-Fini e la sua inefficacia, facendo finta di dimenticare che questa legge è solo l’evoluzione della Turco-Napolitano, con i suoi centri di detenzione e la sua burocrazia assassina.
Il Centrodestra piagnucola per le presunte manchevolezze dell’Unione europea, e fa finta di dimenticare i respingimenti collettivi in mare, la vergogna delle tendopoli, e gli altri crimini dell’epoca in cui governava.
Diciamo le cose come stanno, invece.

Le centinaia di donne, uomini, bambini affogati a Lampedusa non sono vittime di una disgrazia. Quelle persone sono state ammazzate dalla cosiddetta legalità, ovvero dall’applicazione di leggi dello stato predisposte all’interno di un preciso quadro politico ed economico, quello dell’Unione europea, fatto per escludere, discriminare e ricattare gli immigrati.
Se non ci fossero queste leggi, le persone non sarebbero considerate clandestine.
Se le persone non fossero considerate clandestine, non affronterebbero viaggi così pericolosi alla mercé delle polizie di frontiera e dei trafficanti di esseri umani.
Se le persone non facessero viaggi così pericolosi, non morirebbero in questa maniera.

Una prima soluzione? Aprire le frontiere: non c’è bisogno di essere anarchici per capire che il diritto a muoversi ed emigrare liberamente è un diritto universale che appartiene a tutti. Questo mondo, così com’è, risulta insopportabile per milioni di donne e uomini che fuggono dalle guerre e dalla miseria che, il più delle volte, sono proprio i nostri governi a procurargli.
Ma mentre gli immigrati crepano, e noi sopravviviamo alla crisi, i padroni del mondo restano ben piantati sulle loro poltrone affamandoci tutti, senza distinzioni.
Ecco perché l’omaggio più onesto che si può tributare alle vittime innocenti degli stati e delle loro frontiere, è un rinnovato impegno per combattere, alla radice, le intollerabili ingiustizie su cui vengono modellate, e annientate, le nostre stesse vite.

Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani

05/10/2013

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Cinquemila a Palermo contro il Muos

Grande partecipazione al corteo No Muos a Palermo. Verso le 8 di sera, gli occupanti di Sala d’Ercole hanno lasciato Palazzo dei Normanni tra gli applausi dei manifestanti in presidio a piazza Indipendenza.

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I No Muos occupano Palazzo dei Normanni

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I No Muos hanno occupato Sala d’Ercole a Palazzo dei Normanni. Una ventina di attivisti No Muos si sono introdotti dentro il palazzo dei Normanni pagando il regolare biglietto e fingendosi normali turisti. In questo momento gli attivisti si trovano con degli striscioni nel balcone che dà su piazza Indipendenza dove domani culminerà la manifestazione nazionale indetta dal Movimento No Muos.

Comunicato da Sala d’Ercole occupata

Il MUOS è uno strumento di sopraffazione militarista e di insensibilità verso la salute delle persone. Serve a fare la guerra, a pilotare i droni per neutralizzare il rischio dell’obiezione di coscienza, ferire la carne viva del popolo niscemese.
Il movimento NO MUOS, si oppone al fatalismo rassegnato con cui qualcuno vorrebbe farci credere che tutto questo sia inevitabile, che la soggezione del Presidente Crocetta verso le autorità statunitensi sia l’unico abito che il popolo siciliano può indossare in questo momento cruciale della nostra vita collettiva.
Gli attivisti e le attiviste che in spirito sinfonico con il corteo di domani hanno occupato oggi l’ARS, sentono con forza che è necessaria una ribellione in grado di sprigionare la forza d’urto che cova nel petto di ogni persona libera.
Non ci limitiamo a dirlo: pratichiamo questa convinzione con la tenacia dei nostri corpi disposti a resistere ad oltranza, fino a che la prese di coscienza del popolo siciliano determinerà lo smantellamento della base NRTF di Niscemi e verrà liberata la Sughereta.

Attivisti NO MUOS dalla sala d’Ercole Occupata

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NO MUOS, IL 28 SETTEMBRE TUTTI A PALERMO!

nomuos28settembrehttp://www.nomuos.info/28-settembre-2013-corteo-nazionale-muos-palermo/

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NISCEMI, 9 AGOSTO: IN MIGLIAIA DENTRO LA BASE MILITARE

Grande successo della manifestazione No Muos. Qui il comunicato del Coordinamento regionale dei comitati:

http://www.nomuos.info/allinganno-migliaia-di-manifestanti-dentro-la-base/

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NISCEMI, I NO MUOS SULLE ANTENNE

Comunicati e foto qui:

http://www.nomuos.info/violata-la-base-muos-attivisti-sulle-antenne/

http://www.nomuos.info/dieci-gli-attivisti-sulle-antenne-uno-e-sciopero-della-fame/

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