LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI!

La storia ci insegna che, in un sistema capitalista, le crisi economiche sono le fasi storiche preferite dai padroni per attaccare i diritti che i lavoratori hanno conquistato con anni di lotte sociali. Lo stesso concetto di “crescita post-recessione” si basa su questo presupposto.
La manovra economica proposta dal governo per risanare il debito pubblico e – a detta loro – salvare l’Italia dal tracollo finanziario, ne è un esempio perfetto. A ben guardare, è difficile immaginare qualcosa di più aggressivo nei confronti dei lavoratori e, più in generale, dei non privilegiati.
Il governo vuole eliminare le agevolazioni fiscali per le famiglie e per gli studenti, vuole reintrodurre o maggiorare i ticket sanitari, abolire di fatto l’articolo 18, tagliare sulla sanità e sulla cultura, attaccare le pensioni, introdurre palliativi come il contributo di solidarietà (utile solo a fini propagandistici dato che  interesserà solo chi le tasse le paga già), aumentare le imposte indirette, ritoccare per difetto le pensioni di reversibilità e d’invalidità effettuando tagli lineari pressoché su tutto.
E invece, potrebbero essere ben altri i titoli di spesa e le voci di bilancio su cui definire nuove imposte e operare tagli!
Non esiste momento più opportuno per sfoltire gli immensi privilegi di cui gode il Vaticano a spese della collettività: basti pensare che la Chiesa è esente dal pagamento dell’ICI sugli immobili, dell’IRES sul reddito delle società, dell’IRPEF sul reddito delle persone fisiche, dell’IRAP sulle attività produttive e, inoltre, sono previste fortissime detrazioni per quanto riguarda il pagamento dell’IVA.
Un quantitativo incalcolabile di denaro potrebbe essere ricavato dall’eliminazione delle spese militari: basta con le guerre camuffate da missioni di pace! Basta con i miliardi di euro spesi per acquistare inutili aerei tecnologicamente avanzati! Basta con le decine, le centinaia e le migliaia di costosissimi carri armati, sommergibili e mezzi corazzati a loro volta carichi di missili, siluri, mitragliatrici, e altre macchine di morte!
Come dimenticare, poi, che altri milioni di euro vengono spesi per costruire e mantenere quelle infami strutture che vanno sotto il nome di Centri di Identificazione ed Espulsione, veri e propri moderni campi di concentramento per immigrati!
Inoltre, con l’introduzione di imposte dirette progressive, che aumentano all’aumentare dell’imponibile (ovvero: più si possiede e guadagna e più tasse si pagano), la crisi la pagherebbero i ricchi, cioè coloro che meno ne subiscono gli effetti. L’imposta cosiddetta “patrimoniale” rientra in questa logica, e sarebbe senz’altro un provvedimento più sensato.

La battaglia contro questa manovra è importante, ma bisogna identificare con chiarezza i responsabili della crisi e di tutte le disuguaglianze che devastano l’Italia e il mondo: il capitalismo, gli stati e gli organismi internazionali che condizionano l’economia.
Finché non ci libereremo di questo sistema assassino che continuamente dà prova della sua inefficienza nel garantire dignità e benessere a tutti e a tutte, non potremo mai davvero costruire una società libera, giusta e solidale.
Oggi come ieri, le anarchiche e gli anarchici saranno sempre al fianco di chi lotta per un mondo libero dallo sfruttamento e dalla sopraffazione, in nome della solidarietà e dell’uguaglianza, attraverso l’autorganizzazione e l’azione diretta!

Gruppo Anarchico “Andrea Salsedo” – Trapani

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